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sulla scia dell'opera leopardiana, tratterò tutto ciò che mi passerà per la testa:politica, musica, cinema,ecc. tutto in completa libertà



Ce l'hanno con noi

Non capisco per quale motivo tanto accanimento. Nel mondo tutti contro l'Italia, la Sicilia e Palermo. Già ai mondiali un settimanale tedesco iniziava a insultare pesantemente l'Italia; Blatter che non ci ha voluto premiare dopo la vittoria in finale (può dichiarare quello che vuole, ormai si è capito che non aveva intenzione di premiarci); il rovesciamento delle colpe da Zidane (francese e quindi migliore) a Materazzi (italiano e quindi indegno); le magliettine inglesi che consideravano il Palermo una squadra mafiosa (non immaginate che goduria ad ogni gol che il Palermo segnava); Putin che ci ricordava come la mafia fosse cosa nostra; Blatter che si scusa con gli australiani perchè hanno perso contro di noi ai mondiali; e per ultimo il Financial Times che si scaglia contro il Palermo, che fino a ieri sera era in cima alla classifica del campionato (viene detto addirittura che il Palermo in cima alla classifica è sintomo del "triste stato del calcio italiano che permette il decollo della Sicilia"), e il calcio siciliano (un calcio con tifosi violenti, come se gli hooligans li avessimo inventati noi...).
Insomma, dove ti giri vedi luoghi comuni e una cattiva considerazione di noi italiani, e siciliani in particolare, che offendono. Mi potete dire che per la maggior parte sono eventi legati al calcio e nella vita in generale non c'è niente di tutto ciò, ma io rispondo che il calcio è la cultura popolare. In politica devono essere tutti corretti per farsi più amici possibili, ma nello sport esce ciò che all'estero si pensa veramente di noi. Indegni, truffatori, mafiosi, chi più ne ha più ne metta. Non voglio dire che siamo un popolo perfetto (forse siamo tra i più lontani dall'esserlo) e che la mafia non esiste o cose del genere, ma voglio solo segnalare che in quest'ultimo periodo siamo come presi di mira, forse si guarda all'estero per nascondere i problemi interni, chissà.

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Scoop

Finalmente ritorna il grande Woody Allen! Dopo Match Point, un giallo alquanto drammatico, ci voleva proprio un bel thriller con la comicità vecchio stile del buon vecchio Woody! Battute pungenti e graffianti, il solito stile nevrotico, una storia ben scritta e dei bravi attori (molto brava la Johansson) mi hanno permesso di vedere un bel film e di non pentirmi dei soldi lasciati alla cassa per il biglietto (troppo spesso spendo troppi soldi per pacchi colossali). Chi ama il regista americano non uscirà deluso dal cinema o, almeno, io sono uscito soddisfatto

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Domanda

Riuscite a immaginarlo voi un giornalista che abbia il coraggio di chiedere a berlusconi: "Lei ha detto pochi giorni fa che se il governo Prodi porrà la fiducia sulla finanziaria ci troveremo di fronte a una grave crisi democratica. Di fronte a cosa ci trovavamo quando era lei a porre la fiducia sulla finanziaria e le altre leggi da lei promulgate?"?
Io no. Peccato

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Ratzinger la spara grossa

«La Chiesa non è e non intende essere un agente politico. Nello stesso tempo ha un interesse profondo per il bene della comunità politica, la cui anima è la giustizia, e le offre a un duplice livello il suo contributo specifico» In logica questa si chiama contraddizione, una proposizione palesemente falsa in quanto afferma P e non P. Aggerma che nello stesso tempo la Chiesa non è un agente politico, ma si interessa di politica e, aggiungo io, fa politica; da sempre. In genere le persone che dicono tali assurdità si lasciano parlare lasciando volare al vento ciò che dicono, ma ancora una volta a sparala grossa è il papa tetesco intervenuto a Verona al Convegno Ecclesiale. «La Chiesa - ha spiegato Ratzinger - contribuisce a far sì che ciò che è giusto possa essere efficacemente riconosciuto e poi anche realizzato. A tal fine sono chiaramente indispensabili le energie morali e spirituali che consentano di anteporre le esigenze della giustizia agli interessi personali, o di una categoria sociale, o anche di uno Stato: qui di nuovo c'è per la Chiesa uno spazio assai ampio, per radicare queste energie nelle coscienze, alimentarle e irrobustirle». Ma non aveva detto che la Chiesa non faceva politica?
Boh, sicuramente ciò che la chiesa deve fare è, a detta del papa tetesco, contrastare, naturalmente, il relativismo e stavolta ci aggiunge anche il laicismo. Evviva! Torniamo in uno stato confessionale! Finalmente!
Stendiamo un velo pietoso sulla televendita a favore delle scuole confessionali che, buone quanto vogliamo, sicuramente non invitano a pensare con la propria testa, inquadrano e basta.
Non manca neanche una critica ai Pacs e chi aveva orecchie per intendere (credo molto pochi) spero abbia capito ciò che doveva capire.

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Tg1

E' solo una mia impressione o la qualità del tg1 è migliorata sensibilmente da quando il caro vecchio Mimun è stato sostituito dal palermitano Riotta?

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Pubblicità a mai finire

Io non ne posso più di Mediaset! Va bene che non vogliono canone e te la guardi aggratis, ma troppa pubblicità inizia a stancare. Non sono un grande appassionato di moto, ma alla penultima gara del mondiale mi volevo vedere 10 min per vedere cosa succedeva. Già dopo 4 giri il primo intervallo pubblicitario, interminabile, dove accade solamente che il primo della classifica cade lasciando Valentino Rossi scappare a prendersi il titolo. Il momento più importante della gara (a meno che non cada o gli capiti qualcosa a V.Rossi; mentre scrivo stanno ancora correndo) l'ho visto da un quadratino minuscolo nello schermo in basso a sinistra. Se andiamo avanti così finirà che dovremo vedere tutte cose dal quadratino in basso a sinistra...

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L'invasione delle strisce blu

Non so nelle vostre città come si ragioni, ma qua, tra Palermo e provincia non si può più posteggiare. Da nessuna parte. Ovunque si vada a Palermo le strisce blu regnano sovrane. 0,75 € o 1€ all'ora da dare a qualcuno non te li toglie nessuno, anche perchè dove le strisce blu non sono ancora arrivate regnano i posteggiatori, gli estorsori impuniti (per definizione). La cosa brutta è che ora le strisce blu vanno trovando terreno fertile anche in provincia. Dove abito io, a Capaci, luogo di mare, non sono una novità. Per tutta l'estate non si può posteggiare nelle vicinanze del mare (intorno al km di distanza dalla spiaggia) senza uscire dalla tasca un bel po' di soldini. Ora arrivano anche nel centro abitato! Tutta la zona della piazza è ormai diventata blu, piena di strisce con un solo luogo dove comprare la scheda malefica. Quindi, se devo andare a comprare qualcosa e sono in auto devo sborsare 50 cent anche se io magari mi fermo per 5 min. Vivremo in un mondo di strisce blu, non c'è niente da fare.

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Deputati drogati e ignoranti

Se ne parla un po' ovunque e oggi che ho avuto la possibilità di approfondire un po' di più la questione scroccando un giornale alle ferrovie dello stato voglio dire la mia. Per chi non lo sapesse le Iene hanno sottoposto, con una scusa, 50 deputati al tampone che rileva se si è fatto o no uso di droga. Il Garante delle Privacy ha però deciso di bloccare la trasmissione del filmato, e si vocifera che sia a causa dell'influenza politica delle vittime dell'inchiesta. Come saprete, i risultati dei test danno per drogati ben 16 deputati su 50, ed è una bella cifra. Nonostante altra gente con problemi di droga sia finita sulle prime pagine e i politici siano stati maggiormente tutelati di altri (questo è fuor di dubbio) stavolta sto dalla loro parte. Semplicemente perchè non è concepibile che gente qualsiasi vada a raccogliere informazioni riservate sulla gente per diffonderle in tv e quindi dando in pasto la gente all'opinione pubblica. Mi risponderete che le facce sarebbero state oscurate e quindi i "tamponati" sarebbero stati anonimi, ma per me conta il fatto che si sono raccolte informazioni sulla sfera personale di alcune persone in maniera illegittima e sbagliata per comunicarle tramite mass media.
Drogati o meno, sono fatti loro. Ciò che a mio avviso è altamente preoccupante è però l'ignoranza di coloro che ci rappresentano. Possibile mai che un politico non sappia cos'è e dov'è il Darfur? E' esilarante la risposta sul Darfur di Giuseppe Fini, FI, degna della migliore pupa di Pupe e secchioni (dove l'ignoranza regna sovrana): "è una moda non italiana, noi siamo il popolo dello stile, del buon mangiare...è che stiamo prendendo velocità e cose di altri paesi....Darfur sono le cose fatte in fretta" Da ridere o da piangere? Ditemi voi, non mi so decidere.
Ma se non conoscere il Darfur è al limite dell'accettabile, scandalosi sono i silenzi e le cretinate dette a proposito di Mandela (dove si è visto mai qualcuno dire che Mandela sia brasiliano?), l'effetto serra (come si fa a dire che l'effetto serra raffredda?) e anche la Consob. Chiudo citando il corriere: "E' tempo che i politici seri di qualsiasi schieramento aprano gli occhi. Per leggere un giornale magari, costa molto meno della cannabis , per non parlare della coca" (e aggiungo io: come se a questi morti di fame ignoranti mancassero i soldi.....).

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Il Relativismo, lo spauracchio di Ratzinger

Ormai lo sappiamo un po' tutti: quando il papa tetesco parla non si stanca mai dal metterci in guardia dal relativismo. Relativismo di qua, relativismo di la. Non passa domenica che non dica almeno una volta che la società moderna sta andando verso una deriva relativista o qualche affermazione del genere.
Ma cos'è questo relativismo che ratzinger tanto teme? E' una posizione filosofica i cui rappresentanti sostengono che una verità assoluta o non esista, o non sia conoscibile o esprimibile, o che sia esprimibile o conoscibile solo parzialmente. L'esponente più importante del relativismo moderno, Wittgenstein, afferma che, poichè tutto viene filtrato dalle percezioni umane, limitate e imperfette, per forza di cose ogni conoscenza è relativa alle esperienze sensibili per l'uomo (da wikipedia). Aggiungiamo anche che, in particolare, riferendoci al relativismo etico e culturale di cui parla Ratzinger, considerato il carattere universale della cultura e la specificità di ogni ambito culturale, ogni società è unica e diversa da tutte le altre, mentre i costumi hanno sempre una giustificazione nel loro contesto specifico. Quindi, facendone un sunto, si deduce che il relativismo non accetta verità precostruite a causa del carattere "umano" e "storico" della conoscenza. Se noi prendiamo, così, per fare un esempio, la religione, ci accorgiamo, dal punto di vista relativista, che è una verità fin troppo fallace per essere accettata per vera. Se noi consideriamo il carattere "umano" della religione troppi aspetti della stessa cadono sotto i colpi del relatismo: non sono certo io a dire che le religioni nascono dalla necessità dell'uomo di trovare un senso al mondo, di dare risposte che il mondo empirico e materiale non sa dare. Sotto l'aspetto storico, prendendo in considerazione la religione cattolica, essa è ancora più fallace. Troppi aspetti dottrinali sono cambiati nella storia ad opera di papi infallibili. Come si fa a dar per certe alcune cose, decise centinaia di anni fa, da uomini che di infallibile avevano ben poco e che affermavano di essere ispirati direttamente da Dio nelle loro decisioni? Mi sembra che nessuno più credi che il faraone egizio fosse un dio in terra, chissà perchè ancora si crede in ciò che ho appena detto che è solamente una versione più ammorbidita rispetto a quella egiziana.
Alla fine di questa mia analisi mi sento di dire che il relativismo è un atteggiamento; il non fermarsi davanti a verità precostruite ma indagarle e capire se veramente meritano di essere credute o meno. Naturalmente il più delle volte, un atteggiamento di indagine nei confronti della religione porta a mostrare tutte le falle della stessa, e Ratginger, per tenerle nascoste al meglio, si ostina a criticare noi relativisti, affermando anche che religione e ragione camminano di pari passo. A mio avviso religione e ragione se non sono agli antipodi poco ci manca e accostarle meriterebbe il rogo di una Santa Inquisizione Relativista, ma siamo in regime libertario e allora facciamo dire a Ratzinger ciò che vuole. L'importante è però che dalla parte del torto ci siamo noi relativisti, i nuovi demoni della società moderna, gli spauracchi di papa Ratzinger

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Putin: l'amico democratico di Berlusconi

E meno male che era democratico! E meno male che la Russia l'abbiamo amica! Altrimenti eravamo messi male.
Hanno ucciso una cronista russa. Tutto quanto fa pensare che sia stato il governo del Cremlino, principale bersaglio delle critiche della giornalista, a comandare l'assassinio. Beata democrazia! Meno male che gli Usa, paladini della giustizia, della democrazia e dei più deboli nel mondo hanno chiesto un'inchiesta! Così saremo tutti più sicuri che le ingiustizie nel mondo scompariranno.

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Progetto per il futuro: scrivere un libro

Proprio ieri, anche a causa dell'apertura di lulu.com, mi si è svegliato in testa un progetto per il futuro molto ambizioso, ma poco realizzabile: scrivere un libro. Naturalmente non ho la minima intenzione di scrivere qualche cosetta stupida e semplice o la solita minestra riscaldata. Sono ambizioso, e allora vorrei scrivere un libro che varrà la pena di essere letto (lo so, qui cadono tutte le mie speranze di buona riuscita), qualcosa di veramente originale, che comunichi qualcosa di nuovo e importante. Non so, qualcosa del genere di 1984 di Orwell mi andrebbe benissimo; anche se forse il libro che ho letto che vorrei aver scritto io è Siddharta di H. Hesse: è profondo in una maniera in cui non potrei arrivare mai. Comunque è colpa del periodo in cui non ho niente da fare e la mente vola in un delirio nullafacente. Vedrete che appena mi inizia l'università mi passa...

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Mi manca, ce l'ho

Mi sono bastati pochi secondi l'altra sera per bocciare in via definitiva il nuovo programma di Morandi. Non che mi aspettassi chissacchè da Morandi, ma mi avevano incuriosito alcune dichiarazioni sentite in un tg. Morandi affermava che sarebbe diventato più "cattivo". Innanzitutto, aggiungerei io, copiando la formula del programma di Celentano. Invece di dire "questo è rock, e questo è lento" Morandi, a inizio puntata (proprio come Celentano) parte con "questo ce l'ho, e questo mi manca". In pratica la stessa cosa. Come copione è cattivello Morandi! Inoltre erano affermazioni talmente scontate, generiche e ovvie che perde quel poco di buono che aveva il monologo di Celentano.
Ora, capisco che gli stessi autori non possono fare un programma e poi andare in pensione e che quindi devono riciclarsi in altri programmi più o meno importanti. ma per avere qualcosa di nuovo e interessante in tv cosa si deve fare? scrivere una lettera al Papa?

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11/09, il Cogne di Mentana

Si vede che i giornalisti italiani hanno troppo poco di cui parlare se oltre a fare intere puntate parlando di cretinate assurde (prendi le puntate che trattano il calo di audience dei reality o "Come cambia la bellezza" o "pronti per la prova costume?")parlano sempre dello stesso argomento. E' così che dopo Vespa, anche Mentana, costretto a barcamenarsi con il nulla (come se una finanziaria varata da poco fosse troppo poco interessante), rispolvera il vecchio "trucco Cogne". Come cos'è? Quando un giornalista non sa di che parlare, inizia a parlare sempre della stessa cosa, anche con gli stessi ospiti delle puntate già andate in onda che trattavano lo stesso argomento. Se mandassero in onda una replica risparmierebbero tempo e denaro. E così che ieri sera è andata in onda, per la quinta volta, una puntata di Matrix sulle versioni complottistiche riguardo l'11 settembre 2001. Capisco che l'argomento possa essere interessante, attirare il pubblico e la pubblicità, ma, anche se sfruttato con meno frequenza della storia di Cogne, sta iniziando a rompere un po'. Se a Mentana e produttori non va di spremere le meningi per trovare qualcosa di interessante di cui parlare mi offro io per questo faticosissimo lavoro. So che tornerei a casa tutte le sere con la camicia tutta sudata, stanco da non poter stare più in piedi, ma per amore dell'Italia mi sacrifico volentieri, senza pretendere un euro in più degli autori scansafatiche che già le trasmissioni come Matrix e Porta a Porta hanno.

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Mastella. Ho detto tutto

Che Mastella sia la parte peggiore della sinistra (?) italiana non mi stancherò mai di dirlo. Da quando l'Unione ha vinto le elezioni ha dato il meglio di se, innanzitutto col bellissimo ricatto per una poltrona importante in quanto con la sua manciata di voti ha consentito la vittoria alle elezioni. Da quando è diventato guardasigilli è uno dei più instancabili (ahimè). In rapida successione abbiamo avuto indulto, decreto sulle intercettazioni, e il ddl di riforma delle vecchia legge Castelli. Ora si è addirittura superato! Oggi, dopo che l'articolo 5 del suo provvedimento è stato bocciato al senato a causa dell'astensione dei senatori dell'Italia dei Valori, Mastella ha dato libero sfogo alla bestia che ha dentro di se. Innanzitutto dicendo che "Di Pietro ha rotto i coglioni"; ma si sapeva che la finezza non era il suo mestiere, e qui si può anche soprassedere. Il brutto sta in ciò che ha detto dopo: "A questo punto non posso far passare i provvedimento suoi. Qui al Senato blocchiamo tutte le attività del ministero delle Infrastrutture. I provvedimenti di Di Pietro sono morti". Bellissimo! Ci ritroviamo al governo un bambino che d'ora in poi per interessi personali non agirà per il bene del Paese (non che l'avesse mai fatto nessuno, ma almeno non erano talmente diretti nell'affermarlo). Siamo messi davvero bene. Complimenti. Come diceva qualcuno: La serietà al governo!

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Discorso di Hugo Chavez alle Nazioni Unite

20 Settembre 2006, Il giorno dopo il discorso del presidente Statunitense, che affermava di vedere estremisti ovunque, parla Hugo Chavez, presidente del Venuzuela. E' anche lui, come dice Bush, un "estremista", di certo uno dei più pericolosi. Uno dei più pericolosi perchè è più difficile trovare in Venezuela qualche pretesto per invadere il Paese ed esportare anche in Sudamerica l'ormai famosa "democrazia americana". Ma Chavez è uno dei più temibili avversari degli Stati Uniti, prima di tutto perchè sicuramente non le manda a dire, il presidente venezuelano è chiaro e schietto in ciò che vuole dire: vuole mettere il mondo in guardia dalla dittatura mondiale statunitense. Io sono dalla sua parte. Non si può continuare a stare con gli occhi chiusi o semichiusi. Deve essere chiaro a tutti che gli Stati Uniti non stanno facendo altro che cercare di preservare quella forma di imperialismo che la vede controllare il destino del mondo intero. Come Chavez, io non ci sto. Fosse per me mi schiererei con i Paesi non allineati (troppo comunista come affermazione anche proponendola a Bertinotti), cercando di garantire al massimo l'indipendenza italiana nel mondo. Troppe volte siamo stati succubi delle decisioni statunitensi, anche nel nostro territorio (per fare un esempio, si vocifera che la strage di Ustica sia stata causata da caccia statunitensi e che gli Stati Uniti stessi abbiano fatto in modo da insabbiare le indagini, oppure abbiamo fior di basi militari in nostro territorio). Il Venezuela, per bocca del suo presidente Chavez (poco gradito negli Stati Uniti tanto che al suo medico personale e al capo della sua sicurezza è stato impedito di scendere a terra dall'aereo) non ci sta neanche, e loro hanno dovuto subire più di una angheria da parte degli Stati Uniti (parliamo di tentativi di colpi di stato finanziati dalla Cia, non di noccioline). Se è questa la democrazia americana che se la tengano a casa loro.
Per chi volesse può trovare la traduzione del discorso alle Nazioni Unite (lo consiglio, è un discorso molto interessante) su Disinformazione.it

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