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sulla scia dell'opera leopardiana, tratterò tutto ciò che mi passerà per la testa:politica, musica, cinema,ecc. tutto in completa libertà



U. Eco - Il pendolo di Foucault

Un libro enorme: più di 500 pagine con caratteri abbastanza piccoli. Ci voleva una buona dose di buona volontà per iniziare, ma uno che ha letto Il Signore degli Anelli e It non si spaventa di fronte a nulla. Devo dire però che non so fino a che punto ne sia valsa la pena. La scrittura è gradevole, altrimenti tutte quelle pagine sarebbero finite alla polvere già da tempo, ma il libro poteva essere scritto meglio. Innanzitutto è troppo lungo senza un motivo valido: tante, troppe pagine inutili con il difetto di appesantire il racconto oltre il lecito; troppi termini colti, anche ebraici, che non conosce nessuno (non ditemi che avete letto la Torah in ebraico) e che danno una sensazione di inadeguatezza alla lettura (e invece stanno li solo come condimento); e infine il difetto più odioso: i troppi appellativi. Non si possono dare più di mezza pagina di appellativi ad una sola cosa, è normale che il lettore salti il pezzo di libro in tronco. Magari non lo fa la prima volta, ma quando lo scrittore si ripete più volte io decido di andare oltre, altrimenti poso il libro e ne prendo un altro. Comunque la trama è interessante, il discorso dei templari, Graal ecc. è accattivante anche se forse troppo confuso per i troppi nomi ma, lo ripeto, il libro poteva indubbiamente essere scritto meglio, da Eco stesso, ma con differenti scelte stilistiche e di prolissità. Infine, voto:5

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