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sulla scia dell'opera leopardiana, tratterò tutto ciò che mi passerà per la testa:politica, musica, cinema,ecc. tutto in completa libertà



U. Eco - Il pendolo di Foucault

Un libro enorme: più di 500 pagine con caratteri abbastanza piccoli. Ci voleva una buona dose di buona volontà per iniziare, ma uno che ha letto Il Signore degli Anelli e It non si spaventa di fronte a nulla. Devo dire però che non so fino a che punto ne sia valsa la pena. La scrittura è gradevole, altrimenti tutte quelle pagine sarebbero finite alla polvere già da tempo, ma il libro poteva essere scritto meglio. Innanzitutto è troppo lungo senza un motivo valido: tante, troppe pagine inutili con il difetto di appesantire il racconto oltre il lecito; troppi termini colti, anche ebraici, che non conosce nessuno (non ditemi che avete letto la Torah in ebraico) e che danno una sensazione di inadeguatezza alla lettura (e invece stanno li solo come condimento); e infine il difetto più odioso: i troppi appellativi. Non si possono dare più di mezza pagina di appellativi ad una sola cosa, è normale che il lettore salti il pezzo di libro in tronco. Magari non lo fa la prima volta, ma quando lo scrittore si ripete più volte io decido di andare oltre, altrimenti poso il libro e ne prendo un altro. Comunque la trama è interessante, il discorso dei templari, Graal ecc. è accattivante anche se forse troppo confuso per i troppi nomi ma, lo ripeto, il libro poteva indubbiamente essere scritto meglio, da Eco stesso, ma con differenti scelte stilistiche e di prolissità. Infine, voto:5

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posted by Ajeje87 @ 11:32,

2 Comments:

At 09:21, Anonymous Anonimo said...

Con tutto il rispetto dovresti imparare un po' di umiltà prima di dire" il libro poteva essere scritto meglio". Non puoi pensare di cogliere le varie sfaccettature di questo libro se non hai un bagaglio di conoscenze adeguato. Ti esorto a rileggerlo con più calma e a studiare letteratura prima di intraprendere analisi così approssimative.

 
At 10:50, Blogger Ajeje87 said...

Con tutta umiltà dico che sicuramente io non sono capace di scrivere nessun libro ma penso di essere perfettamente in grado di formulare una mia opinione su ciò che leggo. Non ho una conoscenza letteraria chissà quanto vasta ma credo di essere un lettore con una conoscenza media che possa permettersi di non capire le sfaccettature della Torah o delle religioni delle popolazioni africane deportate in sudamerica secoli fa. Tra l'altro, con il Graal,i templari e co. queste cose non c'entrano niente. Eco ne ha voluto parlare per vanità (anche questa è solo una mia opinione) ma in realtà il libro, per un lettore comune che non sia professore di semiologia, probabilmente sarebbe risultato piu' gradevole se tante cose fossero state tralasciate. Inoltre, molto umilmente, faccio notare che ho scritto poche righe sul libro, niente che potesse sembrare anche a lettori poco attenti un'analisi approfondita criticabile per approssimatività.
Infine, mi spiace ma non credo che lo rileggerò in futuro in quanto mi mancano talmente tante cose da leggere che non mi basterà una vita e tornare indietro su un mattone che non mi è neanche piaciuto non mi sembra il caso.
Saluti.

 

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