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sulla scia dell'opera leopardiana, tratterò tutto ciò che mi passerà per la testa:politica, musica, cinema,ecc. tutto in completa libertà



Twilight

Non mi aspettavo niente di che e invece è un film gradevole, la storia non è banale e il film è ben fatto. Certo, non un capolavoro, ma era da tempo che non spendevo così bene i 7,5 € del cinema.

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N. Ammaniti - Io non ho paura

E' vero, in questo periodo mi sto divorando i libri come se fossero acqua da bere. E' che sono stato fortunato a trovare libri che mi sono piaciuti veramente, che non risuscivo a lasciare abbandonati più di uno/due giorni nello zaino. Quest'ultimo, come i due precedenti, è avvincente, veramente bello, ma lascia la sensazione che gli manchi qualcosina. Probabilmente ciò è causato dalla sua brevità, o magari dal fatto che l'ho letto troppo velocemente, o magari dal fatto che qualcosina, un filino in più, l'autore sarebbe stato sicuramente capace di fare (magari un'analisi psicologica un attimino più approfondita dei personaggi o magari solo del protagonista). Comunque questa piccola critica non intacca il piacere che ho provato nel leggerlo, sostenuto dal fatto che nonostante abbia provato a vedere il film più volte non ero mai arrivato a vederlo finire. La trama penso sia inutile raccontarla. Voto: 8-

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P. Giordano - La solitudine dei numeri primi

I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per se stessi. Se ne stanno al loro posto nell'infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo più in là rispetto agli altri. Sono numeri sospettosi e solitari e per questo Mattia li trovava meravigliosi. Certe volte pensava che in quella saquenza ci fossero finiti per sbaglio, che vi fossero rimasti intrappolati come delle perline infilate in una collana. Altre volte, invece, sospettava che anche a loro sarebbe piaciuto essere come tutti, solo dei numeri qualunque, ma che per qualche motivo non ne fossero capaci. Il secondo pensiero lo sfiorava sopratutto di sera, nell'intreccio caotico di immagini che precede il sonno, quando la mente è troppo debole per raccontarsi delle bugie.
In un corso del primo anno Mattia aveva studiato che tra i numeri primi ce ne sono alcuni ancora più speciali. I matematici li chiamano primi gemelli: sono coppie di numeri primi che se ne stanno vicini, anzi quasi vicini, perchè fra loro c'è sempre un numero pari che gli impedisce di toccarsi per davvero. Numeri come l'11 e il 13, come il 17 e il 19, il 41 e il 43. Se si ha la pasienza di andare avanti e contare, si scopre che queste coppie via via si diradano. Ci si imbatte in numeri primi sempre più isolati, smarriti in quello spazio silenzioso e cadenzato fatto solo di cifre e si avverte il presentimento angosciante che le coppie incontrate fino a lì fossero un fatto accidentale, che il vero destino sia quello di rimanere soli. Poi, proprio quando ci si sta per arrendere, quando non si ha più voglia di contare, ecco che ci si imbatte in altri due gemelli, avvinghiati stretti l'uno all'altro. Tra i matematici è convinzione comune che per quanto si possa andare avanti, ve ne saranno sempre altri due, anche se nessuno può dire dove, finchè non li scopre.
Mattia pensava che lui e Alice erano così, due primi gemelli, soli e perduti, vicini ma non abbastanza per toccarsi davvero. A lei non l'aveva mai detto. Quando immaginava di dirle queste cose, il sottile strato di sudore sulle mani evaporava del tutto e per dieci minuti buoni non era più in grado di toccare nessun oggetto.

Mi sono divorato questo libro in veramente pochissimo tempo, spinto com'ero dalla curiosità di sapere come sarebbe andata a finire la storia di questi due ragazzi che mi avevano davvero colpito. Il libro è veramente ben scritto e racconta molto bene le vite di due personaggi così simili a noi da potersi identificare in loro, ma così diversi da non capire spesso e volentieri il perchè delle loro azioni e scelte. Questo senso di vicinanza/lontananza mi ha fatto affezionare a questi personaggi come avevo fatto con pochi finora tanto che mi arrabbio ancora con loro per certe decisioni incomprensibili, per la loro mancanza di forza in certe situazioni, perchè purtroppo io non potevo aiutarli. Sicuramente entrambi avrebbero avuto bisogno di aiuto, magari se lo sarebbero potuto dare a vicenda ma la loro vicinanza/lontananza, come per i numeri primi gemelli, glielo ha impedito. Peccato, mi è dispiaciuto; comunque sarà per un'altra storia. Voto: 8,5

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J. Saramago - Le intermittenze della morte

Veramente un bel libro, da divorare in poco tempo. Un libro che con il suo stile ironico e leggero, con la sua poesia e con l'originalità della trama non può non appassionare. La storia narra di un Paese non meglio precisato dove ad un certo punto la morte smette di compiere il suo dovere lasciando gli abitanti del luogo con la piacevole sensazione di essere immortali. Con il passare del tempo però ci si accorgerò che non sono tutte rose e fiori finchè la morte deciderà di fare un'ulteriore mossa inaspettata. Voto: 8,5

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Erorri scientifici

Sono palermitano ma a differenza di Zamparini riesco a vedere il calcio con un minimo di imparzialità. Nonostante questo devo ammettere ch davvero c'è stato almeno un errore scientifico in Torino-Palermo: Il gol annullato ad Amoruso. Non so se l'avete notato ma sono almeno quattro partite in cui viene annullato un gol, sempre regolarissimo, ad Amoruso. Considerando che Amoruso è anche un mio validissimo attaccante del fantacalcio mi sorge spontanea la protesta che culmina con la proposta di annullare i prossimi 4 gol di Ronaldinho di proprietà del fantallenatore che mi insegue. Mi sembra una proposta equa, 4 gol tolti a me e 4 a lui. Gli altri sono ormai troppo lontani, con loro e i loro attaccanti sarò clemente.

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