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sulla scia dell'opera leopardiana, tratterò tutto ciò che mi passerà per la testa:politica, musica, cinema,ecc. tutto in completa libertà



Un'idea malata

Vorrei rispondere al direttore di Repubblica, Ezio Mauro, che in questo editoriale ha commentato il mancato intervento del Papa alla Sapienza.

Caro Direttore,
Le scrivo questa lettera in risposta al suo editoriale dal titolo "Un'idea malata".
Innanzitutto non condivido i toni da disastro e scandolo con i quali è stata dai più letta la vicenda. Non credo proprio che la drammaticità presunta di questo evento possa indurci a ricordarlo per anni. In primo luogo perchè una contestazione a chicchesia, anche al Papa, è un qualcosa che si colloca all'interno di un contesto democratico dove la differenza di vedute è espressa anche in questo modo; un modo che può essere ritenuto maleducato, inopportuno, o scelga lei il termine che preferisce, ma un modo che è l'espressione di un dissenso da parte di una minoranza con scarso potere mediatico. In secondo luogo perchè non è stato commesso alcun atto di censura, come ho sentito e letto da più parti. Il Papa non ha certo bisogno di essere invitato alla Sapienza per esprimere il suo pensiero su qualunque argomento voglia toccare con la sua riflessione. Anzi, forse ora, dopo la scelta di rifiutare l'invito, il suo discorso ha avuto ed avrà ancora più diffusione.
Lei afferma che il risultato di questa contestazione sa di rifiuto del dialogo e del confronto ed è inaccettabile per un Paese democratico e per tutti coloro che credono nella libertà delle idee e della loro espressione. Io Le voglio rispondere però che il dialogo e il confronto sono possibili quando il clima è sereno, quando da entrambe le parti c'è apertura e voglia di comprendere le ragioni di chi ha visioni diverse. Evidentemente in Italia questo clima non c'è. Inutile nasconderci che il nostro è un Paese spaccato in due tra cattolici e laici, gli uni e gli altri arroccati nelle proprie posizioni. I primi affermano che c'è un'ondata di odio laicista, gli altri che c'è un'esasperante intromissione della Chiesa nella vita pubblica italiana. Chi abbia ragione è difficile stabilirlo, fatto sta che questa contrapposizione è accentuata ancora di più dall'assenza della politica. Come anche Lei nota la nostra classe dirigenziale non è stata in grado di gestire la situazione, di creare una Repubblica serenamente laica.
Purtroppo i laici, o coloro che si dichiarano tali, sono in numero minore rispetto a coloro che credono nella Chiesa di Roma; ma sopratutto in Italia manca una personalità forte che rappresenti il pensiero laico in maniera efficace come invece fa il Papa e questo determina una debolezza mediatica non indifferente. Da qui probabilmente si deve partire per comprendere cosa abbia portato quelle persone ad una contestazione che ha portato tanto scandalo. Dalla mancanza di rappresentanza in nessun luogo, dalla frustrazione di non sentirsi ascoltati, si può capire il perchè dello sfogo dai più criticato. Probabilmente non ci si aspettava tutto ciò che ne è susseguito. Probabilmente è stato uno sfogo poco "ragionato", tanto che mostra il controsenso di chi, laico, che dovrebbe ribellarsi ad ogni intolleranza, rifiuta di ascoltare, diventa intollerante lui stesso per primo.
Questo gesto però vuole dire che c'è anche gente che vuole un Italia migliore, più laica, a partire dall'Università. C'è gente che non si arrende allo strapotere del mondo cattolico, gente che sbaglia magari nel modo che sceglie di farsi sentire, ma che vuole contare di più perchè anche lei vede questo "sfortunato Paese" e vorrebbe far qualcosa perchè qualcosa cambi.

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posted by Ajeje87 @ 22:24,

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