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sulla scia dell'opera leopardiana, tratterò tutto ciò che mi passerà per la testa:politica, musica, cinema,ecc. tutto in completa libertà



Erba, Cogne e co.

Ma sono strano io o è normale che delle vicende di Erba, Cogne, e in generale di tutti quei fatti di cronaca riguardo i quali si parla e si sparla a vanvera per ore senza concludere niente, non me ne frega niente. O meglio, mi dispiace per coloro che sono morti, ma per il resto sono totalmente indifferente

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posted by Ajeje87 @ 14:47,

15 Comments:

At 16:12, Anonymous raser said...

siamo almeno in due. per me la cronaca nera in giornali e tv non dovrebbe nemmeno esserci, se non per comunicare notizie di eccezionale gravità, ma anche in questi casi solo riportandole e basta.

 
At 17:13, Blogger Ajeje87 said...

ecco, finalmente uno che mi capisce. Sono perfettamente d'accordo con te. Figurati che se fosse solo per me io cambierei canale appena iniziano a parlare di cronaca. Non la sopporto

 
At 23:04, Anonymous Fabio said...

La cronaca nel giornalismo è il tappabuchi. Quando non hai niente da dire spara qualche morto in giro e hai i tuoi pezzi garantiti. Al di la di questo la strage di erba a me appassiona molto. molto di più di quella di Tommaso, per il semplice fatto che c'è in corso (c'è stato) un linciaggio razziale nei confronti del tunisino.
Godo ad alta voce, udire i nomi padani degli assassini. ogni volta è un tuffo al cuore. non posso esimermi :)

 
At 23:26, Anonymous ILLAICISTA said...

Concordo, anche io ne farei facilmente a meno.
A meno che non si intenda studiare criminologia, in questo caso la questione è diversa, e interessante.
Ma la cronaca per la cronaca, è un insulsaggine come lo è una telenovelas.

 
At 07:41, Anonymous Spartacus Quirinus said...

Cari fanciulli in fior, la cronaca non c'era nei giornali durante un funesto ventennio, quando non si parlava di morti ammazzati, ma si ammazzavano i vivi, o al confino o in guerre (Etiopia, Spagna) per giungere senza orrori agli eccidi nazifascisti... Meglio cento, mille volte meglio poter parlare di cronaca. C'è sempre il telecomando no? E, de gustibus non est sputazziandum come c'insegna il principe della risata, a me non piace la cronaca rosa. Se poi la critica è agli insettoni, ai veri o falsi esperti, ai chiacchieroni questi troverebbero sempre qualche stronzata da dire. O no?

 
At 10:49, Blogger Ajeje87 said...

@fabio: non è che sia poi tanto tappabuchi. Nell'ultima settimana su Erba, al tg1,ne hanno parlato quasi ogni sera come prima notizia. Ve bene che c'erano poche notizie veramente interessanti, ma hanno esagerato. E non oso immaginare cosa hanno fatto al tg5 o a studio aperto. Per quanto riguarda il linciaggio razziale è solo un risvolto che ha minimamente interessato anche me anche se per principio tendo a non considerare le parole dei cretini manifesti (Borghezio, Calderoli, ecc.).
@illaicista: concordo con te, sopratutto è insulsaggine per come viene fatta dai giornalisti.
@spartacus: Meno male che c'è il telecomando. Comunque, per me la cronaca ci potrebbe anche strare (quella rosa no, un telegiornale che parla della fidanzata del principe d'inghilterra non ha il diritto di essere chiamato tg), ma fatta in un certo modo. Mi spiego: uno dei giornalisti che più odio in Italia lavora al tg5 e si occupa di cronaca. Ecco un suo pezzo standard: "Era una tranquilla famiglia che viveva in periferia. La madre lavorava in casa, il padre portava a pascolare le pecore placidamente e tornava tardi, ai figli piaceva poco studiare ma erano dei bravi ragazzi che ogni tanto aiutavano il padre. (qualche intervista ai vicini in lacrime qua e la)Poi, un bel giorno, il padre impazzì, preparò un bel pentolone di olio bollente e ci cucinò tutta la famiglia". Intervista conclusiva alle pecore per chiedere se sanno dove si è nascosto il placido pastore e fine servizio. per oggi. scordavo la musichetta in sottofondo. Sela cronaca si fa così mi fa schifo. Se si fa seriamente, si può anche fare. Io penso cambierei canale lo stesso, ma odierei meno giornalisti.

 
At 12:00, Anonymous Anonimo said...

ciao io invece sono scioccato, tanta ferocia deve avere delle motivazioni, delle cause antiche mal rimosse, delle provocazioni successive, e magari qualche problema psichico mal gestito.
Com'è possibile che si arrivi a tanto odio?

 
At 18:02, Blogger Ajeje87 said...

questa è gente che sta male, che ha problemi mentali. problemi a relazionarsi con gli altri. Sono persone che a mio parere possono essere interessanti per gli psichiatri. A me non interessano minimamente

 
At 15:38, Anonymous Anonimo said...

Ascoltate popolo della sinistra, ascoltate e, se potete, imparate.....

Non si comprende nulla di questi eventi se si tengono gli occhiali fumosi e deformanti dell’ideologia come fa la Ravera che fu ieri Sessantottina e oggi girotondina. Leggo sulla “Gazzetta di Lilliput” che uno dei comandamenti della “fede laica” di Lidia Ravera sarebbe questo: “Per me, chi non è di sinistra è una persona non buona”. Con ciò è detto tutto. Madre Teresa, Padre Pio e Karol Wojtyla, non sono buoni, perché non furono di Sinistra. Mentre “buoni” in quanto “di sinistra” sono la Ravera, il salotto giacobino di Micromega, Scalfari, Diliberto, Caruso, Toni Negri e ovviamente lo furono pure Togliatti e gli altri campioni del comunismo.

Ripenso alla definizione della Ravera: “il signor Castagna, mobiliere”. Può un mobiliere brianzolo e cattolico essere di Sinistra? Molto difficile. E allora come può essere “buono” il suo eroico gesto di perdono? Se fosse stato Azouz a perdonare e il signor Castagna a gridare vendetta, allora la Ravera si sarebbe prodotta in un’apologia del perdono, avrebbe sviolinato alla lezione che un musulmano impartiva a noi detestabili cristiani. Ma è accaduto il contrario e il mobiliere brianzolo è ostico da digerire. Nell’immaginario della Sinistra il piccolo industriale lombardo è per definizione evasore fiscale, arrogante, egoista, berlusconiano e parcheggia il fuoristrada sul marciapiede. La classe intellettuale l’ha sempre rappresentato con questo disprezzo antropologico, dal “Maestro di Vigevano” fino ai corsivi di Michele Serra, passando dal “borghese piccolo piccolo”. La verità è molto diversa. C’è un bel libro di Sandro Fontana, “La riscossa dei lombardi”, che dimostra, dati alla mano, una verità clamorosa e nascosta: il mezzadro-operaio brianzolo, trasformatosi in artigiano e piccolo imprenditore, fu all’origine del miracolo economico italiano e poi fu lui a contagiare l’Emilia Romagna e il Nord-Est. In pratica è proprio lì la culla del nostro benessere. Ma soprattutto il popolo brianzolo laborioso e buono, disprezzato da media e intellettuali, è ancora profondamente cristiano (questa è la terra dove non a caso nacque don Giussani).

 
At 16:16, Blogger Ajeje87 said...

Ma che mi vieni a raccontare queste cose se ti dico che non mi interessano? di questa strage di erba non me ne può interessare di meno. Non so dove sia erba e non so i nomi della gente implicata. non mi interessa.
Poi, quello che dice una persona di sinistra non è detto che debba per forza condividerla. Quest ravera è la prima volta che la sento nominare e non sono minimamente d'accordo con lei, anche se negli ultimi tempi a destra non è che abbiate fatto molto per smentirla...

 
At 16:25, Anonymous Anonimo said...

E poi dicevano che il qualunquismo è di destra...ehehehe

 
At 16:38, Blogger BlogGoverno said...

Questo commento è stato eliminato dall'autore.

 
At 16:40, Blogger Ajeje87 said...

perchè qualunquismo? ho appena detto che non sono d'accordo con quanto detto da questa ravera, e quella che c'era dopo era semplicemente una battuta

 
At 14:42, Blogger molay said...

Carneade? Chi era costui?

 
At 02:08, Anonymous Jessica said...

A proposito della strage di Erba, dai un’occhiata a questo articolo, molto profondo e critico nei confronti dei media.
Saluti

http://www.settimopotere.com/index.php?option=com_content&task=view&id=112&Itemid=31

 

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